Divulgazione · illustrazione concettuale
Come funziona — in teoria — una rete sismica da smartphone
Un terremoto emette due onde principali: l'onda P (più veloce, arriva prima) e l'onda S (più lenta, porta più energia). Molti dispositivi che misurano il ritardo tra le due possono, in aggregato, stimare dove e quando è avvenuto un evento. Qui sotto puoi vederne il principio.
Il principio in tre punti
1. Onda P e onda S partono insieme dall'epicentro, ma la P viaggia più veloce, quindi arriva prima a ogni nodo.
2. Il ritardo P–S misurato da un singolo dispositivo cresce con la distanza dall'epicentro: più è lontano, più tempo passa tra le due onde.
3. Con molti nodi che misurano tempi e ritardi diversi, in aggregato si può stimare posizione e istante dell'evento (triangolazione). Un singolo telefono, da solo, non basta.
Perché serve la validazione
Il rumore quotidiano (un telefono che cade, vibra, viene mosso) somiglia a un segnale sismico. Distinguere un vero terremoto dal rumore, senza inondare le persone di falsi allarmi né perdere eventi reali, è esattamente ciò che richiede test sul campo su larga scala. Finché questa validazione non c'è, Siesmic mostra i terremoti dalla fonte ufficiale INGV (dato reale e verificato) e tiene i pagamenti in modalità di test.
← Torna alla panoramica · Illustrazione a scopo divulgativo. In caso di emergenza reale chiama il 112.